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Giuseppe Cognetti - Conservazione della biodiversità in mare e gestione della fascia costiera vista da Mareamico

Per biodiversità si intende l’espressione della complessità di una struttura biologica a livello di comunità, di specie e di popolazione: la sua conservazione come fu evidenziato nel 1992 al Congresso di Rio de Janeiro  sulla situazione della Terra, rappresenta uno dei principali problemi della politica internazionale dell’ambiente. Il requisito fondamentale per pianificare misure atte a preservare gli equilibri biologici è la conoscenza della biodiversità e delle strategie adattative degli organismi. Ciò è particolarmente importante sulle coste dove intenso è lo sfruttamento delle risorse, l’alterazione degli habitat, l’inquinamento.

     Una moderna politica di gestione delle risorse marine mira a conciliare la salvaguardia della biodiversità con le esigenze socio-economiche attraverso il coinvolgimento del mondo istituzionale, imprenditoriale, scientifico e ambientalista. Gli obbiettivi prioritari, oltre al controllo degli scarichi inquinanti, sono l’istituzione di aree protette, la sicurezza delle attività produttive, la gestione delle risorse, il sistema dei trasporti in modo da inquadrare l’economia nelle leggi dell’ecosistema. Pertanto particolare attenzione deve essere rivolta all’informazione, educazione e ricerca, quali strumenti essenziali per la realizzazione di tali obbiettivi.

     In questo contesto le aree marine protette hanno un ruolo di sempre maggiore importanza nel Mediterraneo non solo per la conservazione della biodiversità, ma anche come centri di studio , di sperimentazione , di educazione ambientale e di attrazione turistica. Devono pertanto essere organizzati  come parchi a fini multipli in modo da adempiere a tutta una serie di attività innovative secondo schemi ampiamente collaudati in Francia e in Spagna. Premessa indispensabile è la presenza di laboratori  che consentano il controllo della qualità delle acque e attività di formazione professionale e di ricerca.

     In base alle esigenze locali, oltre alla tutela integrale è previsto il ripopolamento di particolari specie in zone prescelte, l’ecoturismo, la prospezione subacquea ai fini della educazione ambientale. In un’ampia e più realistica visione della conservazione ambientale, l’area marina protetta diviene un efficace strumento di sviluppo per nuove attività economiche (educazione, formazione, sperimentazione, turismo ecc.) come ad esempio il parco delle isole Medes la cui istituzione ha determinato nel giro di pochi anni un eccezionale sviluppo economico in un’area di scarso interesse turistico. Come è riconosciuto dall’UICN, l’organizzazione ONU per i parchi e le aree protette, il parco marino nella sua più vasta accezione non rappresenta più un puro divieto ma un modello di come si possa, attraverso una pianificazione scientifica delle varie attività, riportare l’economia alle leggi dell’ecosistema.

     Nel quadro della gestione integrata della fascia costiera è importante, per la salvaguardia delle risorse ittiche, stabilire anche in Italia il principio delle aree a tutela temporanea con previsione di rotazione periodica in funzione delle varie tipologie di mestieri gestite dai pescatori con limitazioni nell’uso e nelle caratteristiche degli attrezzi alla riapertura dell’area. Inoltre l’istituzione di zone precluse alla pesca a strascico, individuate in funzione della concentrazione dei giovani individui delle specie principalmente pescate.

     In base alla convinzione della comunità scientifica internazionale sulla incongruenza fra confini amministrativi e confini degli ecosistemi che sono di ostacolo ad una efficace conservazione della biodiversità è stata considerata dal Consiglio d’Europa la necessità di creare parchi marini transfrontalieri. Nel 1993 un accordo fra Italia, Francia e Principato di Monaco ha consentito di realizzare alcuni tipi di tutela in una vastissima area del Mar Ligure  dove vi è la più alta concentrazione di cetacei di tutto il Mediterraneo (Santuario dei cetacei). L’area è oggetto di campagne di studio italo-francesi monegasche nell’ambito dell’operazione Delphis coordinate dall’Universté Internazionale de la Mer.

     Varie iniziative sono state intraprese dall’Associazione Mareamico per una sempre maggiore collaborazione internazionale relativa alla gestione della fascia costiera in particolare con la Francia e la Tunisia. Per quanto riguarda la Tunisia , attraverso numerosi incontri scientifici sono state individuate linee di azione comuni riguardanti la ricerca, l’educazione ambientale e soprattutto le modalità per istituire un parco transfrontaliero nel canale di Sicilia. Nell’ambito di questa collaborazione è stato sancito a Tunisi nel marzo del 2005 un gemellaggio fra la Societé des Sciences Naturelles de Tunisie (SSNT) e l’Associazione Mareamico in presenza del Ministro della Qualità della Vita della Tunisia e successivamente nel maggio dello stesso anno è stato firmato un protocollo di intesa fra i due soggetti dal Ministro italiano dell’Ambiente. Nell'ambito di questa collaborazione alcuni dottorandi dell’Università di Tunisi hanno completato le loro tesi di dottorato su temi ambientali marini all’Università di Pisa.

     In un mare come il Mediterraneo dove i confini politici non corrispondono a quelli ecosistemici e la conservazione ambientale si deve conciliare con molteplici interessi economici, la realizzazione di parchi transfrontalieri è di grande attualità perché  rappresenta un importante strumento per la soluzione di molti problemi. In Francia e in Tunisia vi è un forte interesse a mettere in atto questo tipo di gestione che garantisce una più ampia e condivisa protezione delle biocenosi marine e al tempo stesso la possibilità di sviluppare programmi di educazione ambientale e di ricerca comuni. Inoltre fornisce mezzi più efficaci di controllo e di intervento per prevenire i rischi di disastri ecologici in primo luogo quelli relativi al traffico delle petroliere. Vedi ad esempio il caso delle Bocche di Bonifacio, comprese  nel Santuario dei cetacei, per le quali sono in corso iniziative per evitare il transito di navi a rischio.   

     

          Giuseppe Cognetti - Membro del Comitato Direttivo di Mareamico