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Fabio Russo - Problemi connessi all’interazione fiume-litorale nell’area della foce del Tevere

La dinamica costiera in prossimità della foce del Fiume Tevere è fortemente correlata al trasporto solido proveniente dal corso d’acqua.

La zona in esame è caratterizzata da criticità legate all’erosione dei litorali, a fenomeni di interrimento con conseguenti problemi alla navigazione alla foce di Fiumara Grande e problematiche connesse all’interazione con la portualità industriale-commerciale-turistica.

Con riferimento all’interazione tra portualità industriale-commerciale-turistica, litorali circostanti e fiume, sono di interesse le criticità connesse all’allungamento della diga di sopraflutto del nuovo porto commerciale di Fiumicino, realizzata in adiacenza alla foce del Tevere.

Per quanto riguarda, i i fenomeni erosivi costieri, essi interessano allo stato interessano in particolare le aree di Focene e Fregene. Tali fenomeni sono dovuti a cause naturali e antropiche e, in particolare, alla riduzione dell’apporto solido fluviale. L’elemento dominante dei processi evolutivi dell’area è il regime del trasporto solido del Tevere caratterizzato, dal periodo imperiale romano fino alla seconda metà del XIX secolo, da apporti molto alti che hanno determinato un pressoché continuo avanzamento della foce. A partire dal 1931 il trasporto solido è stato misurato alla stazione torbiometrica di Ripetta e risulta una flessione dal valore medio di 4,3 milioni di t/anno del periodo 1931÷1940 a 1,1 milioni di t/anno nel decennio 1981÷1990 (fonte Autorità di Bacino del Tevere). Essendo il trasporto al fondo un fenomeno nettamente non lineare, che deve essere trattato come un evento a soglia, è sostanzialmente legato agli eventi di piena. Tuttavia, nel caso del Fiume Tevere, dopo il 1963, la frequenza dei valori di portata superiore a 350 m3/s ha subito una forte riduzione (Remedia, 1996).

Altro aspetto di notevole importanza è rappresentato dai sedimenti accumulati dalle opere di sbarramento fluviale. Sia sufficiente ricordare che le grandi dighe sono circa 542, con capacità potenziale di invaso di circa 13.700 Mm3. Considerando un valore medio di interrimento annuo (0,5%) per i soli grandi invasi, è possibile quindi stimare un quantitativo di circa 68,8 Mm3 di sedimenti che viene sottratto al trasporto solido ed all’alimentazione dei litorali italiani ogni anno. La stima dell’erosione netta annua ottenuta dai dati MATTM (2006) è valutata nell’ordine di 2,54 Mm3/anno (erosione permanente per trasporto trasversale).

Per quanto riguarda, infine, le problematiche connesse all’interrimento in prossimità della foce di Fiumara Grande, occorre rilevare che l’aggiornamento del piano dei porti del Lazio prevede «l’utilizzazione del tratto terminale del Tevere per l’ormeggio di imbarcazioni da diporto, salvaguardando la presenza dei numerosi e pittoreschi circoli e cantieri disseminati lungo la riva …». Peraltro, il decreto luogotenenziale 31 maggio 1917, n. 1536 classifica il fiume Tevere linea navigabile di seconda categoria nel tratto “Terni-Orte-Roma-Mare Tirreno: a) Fiume Tevere, da ponte Felice al mare - b) Canale di Fiumicino, escluse le opere portuali” e, facendo riferimento alla classificazione proposta dalla Commissioni di esperti della conferenza europea dei Ministri dei trasporti (C.E.M.T.) che attribuisce alla II classe imbarcazioni con pescaggio fino a 2,5 m, si avrebbe una profondità minima di almeno -4 m. Tali profondità, tuttavia, risultano spesso non disponibili alla foce di Fiumara Grande, con conseguenze compromissione della possibilità di ormeggio presso i suddetti circolo e cantieri nautici, a causa dell’accumulo di materiale sabbioso in corrispondenza della barra di foce.

Le problematiche innanzi esposte rafforzano la consapevolezza del fatto che in prossimità delle foci di grandi corsi d’acqua risulta estremamente necessario provvedere ad una gestione integrata del trasporto solido fluviale e costiero.

 

Prof. Fabio Russo -  Università degli Studi di Roma La Sapienza - fabio.russo@uniroma1.it