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Fabio Croccolo - I trasporti, questi sconosciuti

Come è ampiamente noto, lo sviluppo delle attività costiere è avvenuto, almeno sino a oggi, in assenza nei fatti di qualsivoglia reale pianificazione spaziale – spesso anche in carenza di semplici piani regolatori o addirittura in modo dichiaratamente abusivo – seguendo piuttosto interessi personali, sociali e industriali, senza valutazione della sostenibilità (geologica, idraulica, ambientale, ecc.) e, di frequente, in assenza dei sottosistemi infrastrutturali essenziali (fogne, depuratori, rete idrica, asporto rifiuti, ecc.).

Certamente però i più negletti, anche se non necessariamente i più impattanti nell’immediato, di questa serie di sottoservizi sono sempre stati – e tuttora sono – i sistemi di trasporto.

Porti industriali, porti turistici e insediamenti vacanzieri di vario tipo sono sorti a prescindere e, pertanto, in assenza di alcuna pianificazione dell’infrastruttura e dei servizi di mobilità necessari a renderli effettivamente fruibili e, soprattutto, a consentirne lo sviluppo duraturo e sostenibile.

Il risultato di tale semplicistico approccio è sotto gli occhi di tutti: merci che non si riesce a far entrare o defluire dai porti, strade intasate perché non dimensionate per i volumi effettivi, opere d’arte al collasso, sopraffatte da carichi per i quali non erano state calcolate.

I territori interessati hanno quindi cominciato a lamentarsi per l’asserito isolamento in cui si sono venuti a trovare e richiedono sempre più fondi per infrastrutture che dovrebbero superare i colli di bottiglia che li attanagliano.

Fermo restando il fatto che vanno comunque risolti i problemi esistenti, indipendentemente da come, perché e da chi sono stati generati, l’individuazione delle soluzioni corrette richiede in ogni caso che venga fatta chiarezza sulla genesi degli stessi, anche per la corretta imputazione economica e politica dei costi generati.

Ma venendo ai sistemi di trasporto, occorre certamente considerare che adeguare tali sistemi a uno sviluppo non pianificato genera costi, economici e ambientali, enormemente superiori a quelli che si sarebbero potuti sostenere con una pianificazione spaziale integrata.

Basti pensare alla costruzione di una nuova strada in sostituzione di una già esistente, ma non più adeguata, ai costi dei servizi di trasporto non ottimizzabili, all’accessibilità che può essere comunque penalizzante per l’afflusso delle merci e/o dei passeggeri, ecc..

Appare quindi indispensabile adottare da subito politiche integrate, che incorporino i sistemi di trasporto nella pianificazione spaziale e che affrontino l’analisi costi/benefici avendo riguardo a tutte le voci di costo e di beneficio che si generano (indotto) e non solo a quelle dell’attività sociale/industriale principale.

Ing. Fabio Croccolo – Dirigente MIT